Diretti discendenti di Al Pacino e Joe Pesci, i Padrini amano gridare al mondo il loro Credo, mettendosi sempre e comunque in discussione, con ironia e sfacciataggine. Il gruppo cagliaritano non ama le mezze misure e non vuole rinchiudersi all’interno di stretti recinti di genere e stile. Attenzione! Che nessuno li definisca punk, rock o metal, il loro è un discorso metamusicale, che esplora con disinvoltura qualsiasi ambiente sonoro, basato sul binomio contaminazione e ibridazione.
Il primo disco autoprodotto (o prodotto da una certa Boxeri Records) dei Padrini si intitola “…E lo diventi tu una star”, un modo per parlare con leggerezza del sistema musicale attuale, dove chi si atteggia a rockstar spesso e volentieri non ha la benché minima idea di cosa voglia dire fare musica. Il disco tocca le tematiche più varie e, quando non si lancia nel trash estremo (vedi “La classica scusa”), sa affrontare il sociale e la politica nella maniera più soft: dopo il brano d’apertura “Boss”, che spiega magistralmente la sofisticata filosofia musicale del gruppo, si passa alla nostalgica “94/97” che racconta, tramite immagini sbiadite e quasi dimenticate, la scena punk – core cagliaritana degli anni ’90 (“…le autoradio con cassette registrate 20 volte, i CD a 15.000, quegli degli AC/DC, Rage Against the Machine”). Un breve viaggio attraverso le figure “cult” della città con “Boxeri” e “Michela la parrucchiera”, per poi affrontare tematiche più complesse come la teledipendenza (“Zapping”) e le disastrose scelte di certi politici (“Poetto”, la triste storia del ripascimento della più importante spiaggia di Cagliari). La sorpresa arriva con tutta una serie di tracce e monologhi che si susseguono freneticamente e, infine, con un video e quattro bonus track, ascoltabili solo su pc.
I brani sono tutti musicalmente impeccabili e arrangiati con cura: la batteria, vagamente metal, regge perfettamente tutto l’insieme sonoro mentre la voce, tutto fuorché impostata, secondo la migliore tradizione punk, lascia spazio all’improvvisazione e alla casualità. Il disco, complessivamente molto buono ed originale, si avvale, per il lavoro in studio, del prezioso contributo di Diablo, frontman dei Sikitikis (Casasonica). I Padrini, che hanno esordito nel 2005 sul palco del Corto Maltese (Cagliari), uno dei più frequentati a livello nazionale, vantano aperture di grandi concerti come Tre Allegri Ragazzi Morti, Punkreas e Sikitikis, e aspettano di farsi sentire al più presto anche nella penisola.
I Padrini sono:
Michelangelo Rombi: Chitarra e voce
Toni Calzone: Chitarra
Mariano Calzone: Basso
Claudio Cosseddu: Batteria
Kazzo ragazzi..i padrini parlano in faccia,,son geniali..non si prendono sul serio e stanno coi piedi per terra..ieri son venuti a vedere il mio gruppettino che suonava al grilo parlante(locale di cagliari)e dopo dovevano suonare al magistero e son riusciti lo stesso tutti e 3 a venire bersi una birra e ascoltarci una mezz'oretta..ragazzi oltre tutto sanno suonare e la loro musica se permettete e molto piu originale dei blink 182!!!buona grandi padrini 4 life
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Ospite
2. 20-05-2008 21:16
forse è proprio per tutte le cose che hai detto tu, che i padrini piacciono...non mirano come te a farsi belli a tutti i costi, e non cercano mai di essere invidiosi degli altri gruppi; anzi appoggiano tutto e tutti! immagino che anche tu faccia parte di un gruppo musicale, e forse ti rode che loro, con la loro semplicità, stiano avendo l'appoggio che meritano! sicuramente la scena cagliaritana ha personaggi molto più completi, ma non c'è bisogno di gettare fango sugli altri, soprattutto perchè la musica è prima di tutto una passione e non critica non costruttiva. il mio consiglio è: la prox volta che vai a vedere uno dei loro concerti, prova per la prima volta a divertirti; sentirai qualche errorino di sicuro, ma il talento va oltre, no?
IP: 78.13.230.115
Ospite
3. 22-04-2008 12:00
UAHAUAHAU VIVA LE BOIATE
Mi ricordo persone lamentarsi dei Blink182, che dicevano: "fanno schifo non sanno suonare"... d'altronde i Ramones usavano 3 accordi... Ho sentito parlare dei Padrini, per circa un anno prima di sentirli dal vivo: tutti li definiscono grandi, geniali, bravi, il meglio di Cagliari, poi li ho sentiti... premetto che ho mai avuto pregiudizi su nessun gruppo prima di sentirli, tanto meno sui Padrini... sarà che forse non capisco il loro senso dell'umorismo, sarà che son abituato a sentire gruppi decenti, ma a me i Padrini non piacciono proprio, eppure per chiunque avesse visto le loro prossime date, li attendendo serate con NOFX, PENNYWISE, MILLENCOLIN, H2O e altri grandi nomi... qualcuno può spiegarmi che ci trovano in questo gruppo? se vi piacciono, mi spiegate il perché vi piacciono?