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Matteo Sainato: un fotografo e il suo swing PDF Stampa E-mail

Dopo la vittoria nella sezione fotografia del MArteLive 2008, Matteo Sainato si era dato per disperso. Facile pensarlo nuovamente per le strade di New York a cercare volti impegnati nella quotidianita' o incantati di fronte alle diatribe elettorali via cavo tra i candidati alla Casa Bianca. Il fotografo/architetto ha vinto il concorso grazie ad un lavoro sui volti e sui gesti normali di una tranquilla giornata nella China Town di Manatthan ( 20 days in China Town) e ci piaceva l’idea di saperlo ancora impegnato dietro la sua macchina fotografica.
Ma se New York è lontana, il suo mare calabrese è più vicino, anche questo decisamente un bel soggetto fotografico, invece Sainato ci dice:
No, non sono a Roma, ma neanche a Catanzaro sono in Emilia a giocare a golf.

A golf?
Sì, quest’estate ho lavorato a Sant’Andrea (una splendido comune che si affaccia sullo Ionio, in provincia di Catanzaro, ndr) come responsabile del campo da golf del Villaggio Golf Club Vacanze; ma adesso sono qui in Emilia con il mio istruttore a fare qualche tiro e godermi almeno dieci giorni di vacanza.

Da quanto tempo giochi a golf?
Da un paio d’anni, ho iniziato in Calabria (Sainato è catanzarese, ndr)

Questa non me l’aspettavo, ma adesso devo chiedertelo: ferro preferito?
Non saprei, forse 8, sì l’8.

Annuisco come se avessi capito l’importanza della risposta e cerco di glissare con un movimento tattile. Ma la fotografia? Il tuo premio, non lo hai ancora ritirato…
È vero sono stato preso dal mio lavoro di architetto e poi dal golf, ma non ho trascurato la fotografia, ho solo rimandato il ritiro del premio.

La borsa di Studio dello IED ti costringerà a lavorare…
E va bene! La fotografia è la mia passione e rimarrà sempre tale. Per questo non voglio che diventi una professione, ed è per questo che so che non l’abbandonerò mai.

Il MArteLive è stato il primo concorso a cui hai partecipato e lo hai vinto, ti iscriverai ad altri concorsi?
Magari sì, il primo è andato bene, forse è il caso che continui.

Tornerai a Roma a breve?
Sì, a Roma lavoro tutto l’anno, intendo il mio anno lavorativo che inizia da settembre, da questo mese ricomincio tutto, come sempre. Riprenderò il mio lavoro di architetto ma sempre con la mia macchina fotografica a portata di mano.

A cosa hai dedicato i tuoi ultimi scatti?
Ho fatto qualche scatto sul campo di golf, però poca roba. Adesso vorrei dedicare un lavoro proprio al green ma sempre in bianco e nero. Devo approfondire il discorso.

Combini due tue passioni, interessante… Cosa ti piacerebbe cogliere dal golf?
Quando ti trovi su un campo da golf trascorri quattro o cinque ore per fare le diciotto buche e devi sempre mantenere la concentrazione, questo è argomento interessante per degli scatti. Poi gli spazi del golf sono stupendi, si può combinare la ritrattistica alla paesaggistica. Userei sempre il mio solito formato 6X6 e mi farei aiutare dal grandangolo.

Sarebbe più importante la pallina o il volto del giocatore?
Gli sguardi, il movimento del corpo; perché con il golf il corpo assume la tecnica ma in modo naturale.

Sembra quasi uno sport dedicato alle donne, secondo te sono più brave?
Il golf è uno sport che da sei sette anni si è aperto tantissimo ai giovani. Le donne ora se ne interessano molto. Magari gli uomini sono più interessati al gesto lungo, ma le donne non scherzano. Apprendono meglio e sono più portate nel movimento, ma soprattutto sono belle da vedere. È vero che rimane ancora uno sport maschile, pensa, ci sono ancora Golf Club nella Gran Bretagna e nell’Irlanda non aperti alle donne.

Continuiamo a giocare con le domande ovvie: in fotografia sono più brave le donne o gli uomini?
Dai fammene un’altra...

Perché? È solo un gioco…
E allora…di nuovo le donne, perché bisogna ammettere che hanno un diverso punto di vista, negli scatti femminili c’è più intimità. In fondo è la stessa cosa rispetto al golf, ci vuole la medesima concentrazione e le donne sanno puntare al giusto obiettivo.

A presto Matteo, aspettiamo presto i volti con visiera e sguardo stretto alle impugnature legate al ferro, logicamente in bianco e nero!

di Rossana Calbi

(Foto per gentile concessione di Matteo Sainato)


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