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Stef Burns: World, Universe, Infinity a chitarra libera PDF Stampa E-mail
Intervista di Edyth Cristofaro

Stef Burns, uno dei più apprezzati chitarristi in Italia e nel mondo, ha sempre ricoperto uno dei ruoli davvero fondamentali nella storia del rock, ovvero quello della "spalla" musicale di una rock star, grazie alla sua capacità di affrontare sia sessioni in studio sia tour
mondiali modificando il suo stile in base alla personalità della star che gli stava al fianco.
Nato ad Oakland, California, e cresciuto a WalnutCreek, CA, Stef comincia a suonare la chitarra all'età di 6 anni accompagnando il padre, e forma la sua prima band all'età di 9.
Ha suonato al fianco di musicisti eccezionali quali: Prince & gli Sheila E., Michael Bolton, i Berlin, Sadao Watanabe, Alice Cooper, Judas Priest, Motorhead, Ozzy Osbourne, Megadeath e Faith No More, Vasco Rossi.
E proprio Vasco, Stef Burns ha seguito negli album campioni di vendita e nei numerosi sold out negli stadi di tutta Italia, diventando una figura fondamentale per i fan ed entrando nei cuori di molti musicisti italiani.
Nel 2004, durante il "Buoni o Cattivi Tour" è stato invitato a suonare al G3 con Joe Satriani e Steve Vai, ricevendo dunque il definitivo riconoscimento di chitarrista di fama mondiale.
Dopo il primo album solista Swamp tea del 1998, nel 2005 viene pubblicato Bayshore road (Favoured Nations), un lavoro che nasce dalla collaborazione tra Stef ed il chitarrista classico di fama mondiale Peppino D'agostino.
Nell'album lo stile elettrico di Stef Burns e quello acustico di D'Agostino si mescolano alla perfezione creando brani a metà tra la fusion e la world music. L'album viene seguito nel 2006 da un tour italiano che ha registrato il tutto esaurito nei principali club nazionali.
Nello stesso anno Stef ha preso parte alle registrazioni del progetto di Mario Riso "Rezophonic".
Ora, dopo l'ennesimo tour di Vasco Rossi e l'incessante tour americano con Huey Lewis and the News (dal 2000 Stef sostituisce il dimissionario Chris Hayes), Stef Burns è uscito con il suo nuovo album World, Universe, Infinity (Ultratempo), un lavoro che preannuncia l'inizio di un nuovo corso nella formidabile carriera del chitarrista americano. Sentiamo lui che cosa ci ha raccontato nel suo encomiabile italiano americanizzato…

Ciao Stef! Innanzittutto siamo lieti di poterti intervistare e ti ringraziamo per il tempo che ci stai dedicando nonostante il tuo lavoro ti stia tenendo impegnato in giro per tutta l’Italia. Comincerei proprio a chiederti di questo: come sta andando il tour di Vasco e su che cos’altro stai lavorando in questo momento?
Il Tour sta andando molto bene. Siamo tutti molto contenti. Tra l’altro, quando capita di avere qualche giorno libro, mi sto dedicando anche a dei seminari di chitarra e ai concerti con il mio gruppo. Quindi, tutto molto gratificante, direi…

Parliamo del tuo disco: World, Universe, Infinity un titolo ambizioso direi, perché hai deciso di chiamare così il tuo ultimo lavoro? Cosa significa per te questo titolo?
Semplice: è solo il mio indirizzo. Se tu sei di un altro pianeta puoi trovarmi, perchè è anche il tuo di indirizzo. Forse di tutti quelli che abitano sulla Terra e che hanno ancora la capacità di sognare e sperare…

Hai dichiarato che questo lavoro è nato nei lunghi mesi di tour al fianco di Vasco e di Huey Lewis, potresti dirci come e quanto questi grandi artisti ti hanno influenzato con il loro modo di fare musica?
Tutta la musica che ho suonato e tutti gli artisti con cui ho suonato, hanno avuto una certa influenza nella mia musica. Ma credo che dentro di me tutto questo fosse nato prima, quando ero più giovane.

Stef, il tuo lavoro è una ricca commistione di generi: rock, blues, AOR, ma anche tecniche di arpeggio più “mediterranee”, melodiche. Qual è il genere più vicino al tuo modo di sentire e vivere la musica?
Blues, rock, jazz e anche quella musica che "puts together" questi stili in un modo nuovo. Questo é quello che sento, nulla di più. Le basi da cui si parte sono importanti, ma io non sono un “purista”, mi piacciono le innovazioni e le commistioni. Le cose nuove sono frutto del miglioramento o della giusta valorizzazione delle cose già esistenti o anche solo del loro buon uso.

Cosa è per te fare musica, la tua musica? E, invece, suonare con i grandi artisti con i quali hai collaborato nel corso della tua carriera?
E’ tanto. E’ la mia passione. Non è tutta la mia vita, ma certamente è una delle parti di me più importanti, più espressive. Riuscire a fare tanta musica tutta diversa è bello, perché forse se avessi suonato in un gruppo solo, per me sarebbe stato troppo noioso.

Come ti trovi a lavorare nel nostro Paese e che ne pensi di tutto il circuito underground italiano?
Il circuito underground italiano non lo conosco bene, ma amo moltissimo l’Italia. Ho conosciuto tante persone fantastiche in questo paese, persone che hanno passione, che vivono con passione. Il modo di stare insieme, di mangiare piano, di parlare, tutto questo mi piace molto.

Chi è Stef Burns quando prende in mano la sua chitarra?
Un musicista che sente la musica dentro il cuore.

E chi è invece Stef Burns quando la chitarra la ripone nel fodero?
Chi sono senza la chitarra? Solo un uomo che ama la famiglia, che fa sport, a cui piace stare in montagne e sulla spiaggia, che gioca, che vuole un mondo senza guerra e un mondo verde. Chissà, forse sono un pò hippie…

Secondo te, chi è il chitarrista più bravo del mondo (…a parte te, ovviamente!!!)…
Impossibile a dirsi, perchè la musica é sempre un’arte. Qualche preferito: Jeff Beck, Jimi Hendrix, Robben Ford, Pat Metheny, B.B. King, David Gilmore...troppi per elencarli tutti!

Ultima domanda: parlaci del tuo sogno nel cassetto e dei tuoi progetti per il futuro.
Voglio fare un altro disco con Peppino D'Agostino. Per il resto... mi va bene continuare così.

Grazie Stef per la tua disponibilità, noi ti facciamo i nostri migliori auguri per il tuo disco, che è davvero ottimo. Speriamo di rivederti presto a Roma…
Ciao! Grazie mille a voi! A prestooooo!
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