| Marjan Fahimi ha stravinto! |
|
|
|
intervista de Il_7Marjan Fahimi, artista di origine iraniana, intrattiene un rapporto poetico con la superficie ed il colore; il pigmento si addensa talvolta con un certo spessore, ma soprattutto incanta la rarefazione di queste sedi-mentazioni pallide, come nel felice caso del dipinto che vede protagonisti degli steli che si stagliano ... contro un cielo diafano e autunnale, o nel pregevole quadro consacrato ad un terzetto di piccioni perdigiorno in cima ad un muro percorso da alcune tubature scoperte e da desolanti scolature, segni del destino impressi su una materia, come noi esposta alle ingiurie del tempo. In genere l’attenzione di Marjan è catturata ed indugia con affetto su angoli di mondo in cui, sia i piccioni (suo elemento ricorrente) sia il senso di quiete, affrontano l’attesa della luce del ricordo per vivere nella sua eco smorzata. La produzione della Fahimi si è imposta, nell’ultima edizione del MArteLive Contest, per l’inconfondibile qualità della sua pittura e dei suoi valori cromatici, oltre che per la scelta dei soggetti, trattati in modo da assicurare un profondo impatto emozionale, pur nella discrezione e nell’equilibrio con cui cattura le sue rarefatte visioni. Puoi dirci qualcosa circa il processo con cui sei arrivata a definire il tuo linguaggio espressivo? La spontaneità con cui ottieni queste rappresentazioni dell’indefinito, lievi eppure segnate da gesti fermi e controllati, è solo apparente? Per me la pittura è un esperimento. La maggior parte delle volte non ho le idee chiare su quello che succederà dopo. In qualche modo mi lascio trasportare. Quello che mi affascina tantissimo è tutto ciò che si trova nella natura. Non un insieme di cose, ma piccoli dettagli. Ciò che di solito ci sfugge: le venature del legno, le crepe del muro, le nuvole… forse possiamo definirlo uno sguardo minimale. Hai qualche modello di riferimento, qualche artista a cui ti ispiri, e di cui pensi di aver rielaborato la lezione in chiave personale? Mi affascina tantissimo la pittura materiale. Artisti come Antoni Tàpies. La tua attività espositiva è stata molto intensa? Come giudichi l’esperienza al MArteLive? Lavorare dal vivo, sotto lo sguardo di un pubblico e gomito a gomito con altri colleghi ti ha creato qualche imbarazzo?E’ stata una esperienza bellissima e indimenticabile. Come maggior parte dei pittori sono abituata di dipingere nella mia solitudine, è un momento che non desidero tanto condividere con altre persone se non per mostrare il lavoro finale. MArteLive mi ha fatto uscire dal mio studio per dividere un momento di gioia con tante altre persone. E’ un atmosfera bellissima, magari la prima volta un pò imbarazzante, ma sono riuscita ad abituarmi alla situazione, credo che sia bello an-che per gli spettatori veder crescere un quadro davanti ai loro occhi, seguire il pittore pennellata dopo pennellata, e vivere le sue paure e la sua gioia passo per passo. Ho conosciuto grandi artisti e sono nate amicizie che spero di poter portare avanti nel tempo. Quando è stato il momento in cui hai percepito che avresti sbaragliato la concorrenza? Durante i gironi eliminatori o nel corso della finalissima? E cosa puoi dire agli sconfitti, di prendersela con gli arbitri? Come ho gia detto, MArteLive è un evento bellissimo, anche se non condivido alcune cose. Come pittrice, il motivo principale per cui dipingo e dipingere. L’ho tenuto sempre come un tesoro lontano dalla gente e sono stata quasi indifferente di fronte alle critiche. E’ IL MONDO IN CUI STABILISCO IO LE REGOLE. Credo che sia cosi per tutti gli artisti che hanno partecipato al MArteLive. Per me questo è un privilegio che hanno poche persone, quelle elette da Dio, GLI ARTISTI. Non credo che ci sia soddisfazione maggiore di questa, e il premio speciale che abbia-mo tutti quanti e che rende facile accettare tutto il resto. Ma sicuro! Chiedevo solo se ti veniva di fare “marameo” al secondo classificato!... Passiamo ad altro: esiste in te una tensione tra pittura come astratta creazione di un oggetto la cui fisicità non è illusionistica e la narrazione di momenti vissuti da forme che inducono ad una pensosa contemplazione? Ho sempre miscelato tutti e due. Nei miei quadri racconto dei momenti, forse dei ricordi. Agli occhi degli altri forse risulterebbero astratti però io non li definisco così. Le uniche creature viventi che appaiono nei tuoi dipinti sono piccioni. Sembra che tu ami condensare il lento e quasi indifferenziato fluire eraclitèo delle cose in angoli lasciati deserti dalle figure umane. Su cosa si basa questa tua scelta?I piccioni per me rappresentano le persone. Gli troviamo in gruppo, da soli, tristi o pensierosi, pochissime volte volano, come se non avessero le ali, come noi. Non c’è bisogno di vedere una cosa per sentire la sua presenza. Tante cose vanno percepite. Poche volte sento la necessita di rappresentare la figura umana. Credo che questa sia l’esigenza del nostro secolo. Tante cose sono cambiate nel giro degli anni. E’ sempre più trasparente la presenza degli altri nella nostra vita. Ci mandiamo e-mail invece delle lettere, compriamo le cose su internet, facciamo amicizia via internet, il cinema comincia ad usare immagini tridimensionali invece di attori… perfino la guerra non è più la stessa cosa, una volta lottavano le persone contro le persone, adesso una persona seduta nel suo aereo preme un bottone e muoiono “N” persone. Lui non li guarda negli occhi mentre li uccide, e noi ogni mattina compriamo il giornale in cui con immagini dettagliate viene illustrata la morte di miliardi di persone; noi guardiamo questi immagini mentre sor-seggiamo il nostro caffè. In alcuni casi dimostri una tendenza alla geometrizzazione, i tuoi dipinti si prestano anche ad una lettura in chiave astratta, mentre altre volte l’immagine che presenti è molto naturalistica, non ci sono rigidità e la scena si presenta molto eterea, dominata dal gioco di nubi. A cosa si deve questa alternanza di motivi? Credo che sia il dovere di un artista rompere il suo schema di tanto in tanto, altrimenti il suo stile rischia di ristagnare. Quindi sto molto attenta a non essere ripetitiva. Quali sono i punti fermi del tuo stile, e quali invece gli aspetti che restano aperti ad una possibile evoluzione? Come ho gia spiegato cerco di evitare punti fermi, almeno per adesso,perché credo di dover ancora imparare tanto quindi evito di accontentarmi di piccole soddisfazioni. La quieta opacità dei tuoi lavori sottolinea insieme alla poeticità, anche l’oblio delle forme, il loro silenzio, lasciando alla pittura e ai segni più decisi un ampio spazio in cui un’ intimità riservata trova spazio per un raccoglimento. Il tuo temperamento è malinconico? Sona una persona malinconica e credo che - come hai ben notato - questo carattere sia abba-stanza presente nella mia pittura. Infine, proprio non posso evitare di chiederti di soddisfare una mia curiosità personale. Mi potresti spiegare a cosa corrisponde, da un punto di vista realistico, quella sorta di maniglia sul fianco di un albero, in uno dei tuoi lavori più sintetici e geometricamente scanditi? E’ l’effetto sorpresa? Il clinàmen? L’imponderabile? Forse è meglio definirlo semplicemente un distacco. In un quadro con una composizione basata su forti linee verticali cercavo uno stacco, un elemento di diversità che aiutasse la composizione stessa. La parte più importante della pittura, o per meglio dire, delle Arti Visive, è la composizione e l’ordine che usa l’artista per comunicare i suoi concetti. Rinnoviamo a Marjan i nostri complimenti e le ricordiamo di non mancare al Conte Staccio, dove anche il suo trionfo (come quello dei vincitori delle altre sezioni) sarà celebrato come merita, tra artisti solidali e raffinati intenditori! Aggiungi ai preferiti (31) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 544
Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Powered by AkoComment Tweaked Special Edition v.1.4.6 |
||||
| < Prec. | Pros. > |
|---|





intervista de Il_7
La tua attività espositiva è stata molto intensa? Come giudichi l’esperienza al MArteLive? Lavorare dal vivo, sotto lo sguardo di un pubblico e gomito a gomito con altri colleghi ti ha creato qualche imbarazzo?
indifferenziato fluire eraclitèo delle cose in angoli lasciati deserti dalle figure umane. Su cosa si basa questa tua scelta?

