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Raffaele Vannoli: da Nassirya ai Liceali passando per il Conte Staccio PDF Stampa E-mail
intervista di Edyth Cristofaro

Raffaele Vannoli (per gli amici o i frequentatori del suo locale romano, il ConteStaccio, solo Lello) inizia la carriera di attore con un piccolo ruolo nel duro film di Francesca Archibugi, Il grande cocomero (1993). Prosegue con diverse interpretazioni marginali ma sempre con registi rilevanti... Il primo ruolo importante è datato 2003, quando partecipa all'innovativo sci-fi Il ronzio delle mosche, esempio sperimentale di cinema surreale. Dopodiché si ritaglia diversi ruoli nella fiction televisiva (è Gervaso in Renzo e Lucia e lo vediamo anche in Don Matteo, La omicidi, Nassirya- Per non dimenticare e L’ultimo Padrino sulla vita del mafioso Provenzano). Nel 2004 partecipa alla commedia Tutto in quella notte, poi lo troviamo spesso impegnato sul palcoscenico teatrale dove prova anche la strada della regia con lo spettacolo Uomini e topi. Il ritorno al grande schermo è segnato dall'amicizia con il regista Alessandro Valori che lo chiama per il ruolo da protagonista nella commedia Chi nasce tondo…(2007) dove fa coppia con Valerio Mastandrea alla ricerca disperata della nonna scomparsa in una Roma moderna e disordinata. Mentre per il piccolo schermo si è affermato recentemente con la fiction rivelazione I Liceali con Giorgio Tirabassi e Claudia Pandolfi, prodotta da TaoDue Film per Mediaset,che racconta la vita di un gruppo di studenti, che frequentano un prestigioso liceo di Roma (il Mamiani). La serie è stata trasmessa in anteprima assoluta dal canale Joi ed in seguito in chiaro su Canale 5 nel maggio 2008 e, al momento, sono iniziate le riprese della seconda serie a cui, ovviamente, partecipa anche il nostro Vannoli a cui siamo riusciti ad estorcere un’intervista nel suo locale di Roma, il Conte Staccio (Lello è stato davvero collaborativo e si è “sbottonato” volentieri con noi, n.d.r.)…

Ciao Lello, in occasione del nostro speciale su Roma Fiction Fest, abbiamo deciso di intervistarti anche in virtù del ruolo cha hai avuto in una di queste…
Quale?

I Liceali!
Pensa che l’anno scorso ce n’erano ben quattro in cui lavoravo! Nassirya, Provenzano, La famiglia in giallo, l’Ispettore Coriandoli…

Lello, appunto, raccontaci la tua esperienza nel mondo delle fiction…
Innanzitutto, ti devo premettere che il motivo per cui il mondo della fiction sta così largamente prendendo piede è perché il cinema non riceve più tanti fondi, mentre le fiction o miniserie televisive hanno cominciato ad avere un buon mercato.
Io sono nato come attore nel ’90 lavorando per il cinema e per 10 anni ho lavorato solo in quell’ambiente lì. Da quando è uscito l’art. 8/2000, una serie di produzioni hanno finito per fallire e nel cinema non ci sono più state tante possibilità, ho fatto giusto dei piccoli ruoli con il maestro Paolo Virzì recentemente, ecco perché mi ritrovo a fare fiction.

Insomma il mercato si sta dirigendo verso la televisione?
Considera che al momento si stanno facendo una cinquantina di film l’anno, mentre nel ’98-’99 se ne facevano circa 200 e nell’88 si arrivava anche a 400 film prodotti in un anno. Questo ti spiega perché ormai si privilegia a Roma, più che un Festival sul Cinema, un Festival sulle Fiction. In televisione si sta investendo in questo senso, quindi il mercato sta girando da quella parte. Se ci fai caso gli sceneggiatori che scrivono queste fiction, sono tutti autori di un certo calibro: molti di loro hanno cominciato a lavorare nel cinema.

A parte te che hai cominciato a lavorare nel cinema, e poi per la serie di situazioni di cui sopra ti sei ritrovato a fare fiction, come si fa ad accedere a questo tipo di lavoro: l’attore di fiction televisive?
Io sono una persona normale, non ho avuto agganci particolari: i miei genitori sono persone semplici. A me è successo che magari ho fatto qualcosa e qualcuno a cui era piaciuto il mio modo di lavorare, mi ha chiamato. Io finora i miei 280 film li ho fatti così, da 15 anni ormai…

Per tornare a I Liceali: hai avuto un ruolo secondario, ma con un personaggio caratteristico, divertente che è rimasto nei ricordi di chi ha visto la miniserie. Quanto di te c’è in questo personaggio che hai presentato?
C’è sempre una parte di noi in qualsiasi cosa facciamo, sia nella vita che nella fiction, no? Dice un mio caro amico, Marco Leonardi (attore n.d.r.): “Quello che sei qua sei anche là”. Le modifiche sono forti solo quando un personaggio è proprio un’altra cosa da te. Il bidello de I Liceali è il tipico romano, quindi è evidente che un po’ mi somiglia, sono romano anch’io! Quel qualcosa di me non c’è quando magari mi sono ritrovato a lavorare in un film sulla Prima Guerra Mondiale in cui facevo un bergamasco, o quando ho fatto un siciliano o un saltimbanco toscano. Cambia la pronuncia, cambia il personaggio, quando il ruolo è ben definito ti adatti. Ne I Liceali è stato più semplice: un pò giocavo in casa, almeno con la lingua, poi le scene erano scritte in modo impaccabile, tutte in chiusura, siparietti fatti con un attore di qualità come Tirabassi, così è davvero più facile creare il personaggio, non solo per le mie qualità, ma anche per la qualità del progetto, del ruolo e dei dialoghi. Il progetto de I Liceali, inizialmente era stato un pochino sottovalutato, ma poi ha avuto una risposta di pubblico davvero notevole, no?

Passiamo a parlare di un altro tuo campo di interesse: il lavoro in campo musicale e nel settore dell’organizzazione degli eventi e, di conseguenza, anche il tuo locale, il Conte Staccio. Come sei approdato in questo settore? E che legame c’è, secondo te, tra il mondo della musica ed il mondo del cinema?
Sono arrivato a questo circa 19 anni fa, quando avevo aperto un locale in una specie di cantina. Quattro anni dopo il proprietario ci ha cacciato, perché secondo lui non eravamo produttivi e in 45 persone ci siamo comprati Il Locale, dove io ho messo a frutto la mia esperienza come tecnico teatrale. Questa è stata una grande esperienza: io non ero un organizzatore, eravamo io e Pierfrancesco Favino e facevamo i guardarobieri. Daniele Silvestri, Cammariere, Zapaglione, i Subsonica, Carmen Consoli, suonavano lì sempre. Questa è stata la prima esperienza che mi ha portato nel mondo della musica, poi da lì la musica, per me, è diventata sinonimo di beneficenza. Nel ’95-’96 ho organizzato a Roma la prima rassegna di Jazz nei centri sociali a L. 3.000 a sottoscrizione. Tre anni dopo sono entrato a far parte di un’associazione di volontariato e, per aiutare a ristrutturare gli spazi che occupava, ho organizzato 118 concerti in cinque anni per racimolare questi 150 milioni per fare i lavori. Anche lì ho fatto un passo avanti nel mondo della musica, per aiutare a costruire un centro di aggregazione per adolescenti in difficoltà!
Il Conte Staccio, invece, è nato per una pura coincidenza: un mio amico aveva questo posto e lo stavano chiudendo. Io sono convinto che la musica dal vivo abbia una forza notevole di richiamo, ed è una forza che a Roma manca, anche per gli orari di chiusura che sono imposti ai locali. La fortuna del Conte Staccio è che è un ristorante notturno, dove si mangia fino alle 3 e che è aperto fino alle 5, dove si fa musica dal vivo.

Un’idea molto interessante e anche innovativa, visto che come stavi facendo notare tu, Roma ne è carente…
E’ anche un fatto di convenienza, con 50 euro ormai paghi un Dj che ti fa musica tutta la notte, invece fare musica dal vivo, vuol dire avere delle spese molto più sostenute. Noi in 8 mesi abbiamo fatto circa 650 concerti, qualcosa tipo tre a serata…fatti due conti!

I tuoi progetti lavorativi per il futuro: sia per quanto riguarda il cinema che per quanto riguarda il Conte Staccio.
Il cinema…non ne ho idea. Il lavoro in televisione va avanti, al momento sto lavorando nella serie televisiva Squadra Antimafia e la prossima settimana inizieremo I Liceali 2. Mentre il Conte Staccio continuerà ad avere questa linea: musica dal vivo, pastasciutta alle tre di notte, ingresso gratuito (e qui a Roma neanche i centri sociali fanno musica gratis!).

Lello buona fortuna per il tuo lavoro e grazie della tua disponibilità…
Grazie a voi e quando volete vi aspetto al Conte Staccio (via di Monte Testaccio 65/b, tel. 06/57289712)!

Si alza e se ne va questo gigante che sulle sue idee e sulla volontà di fare ci ha costruito la vita. Torna dentro al locale gremito di gente, dalla porta semiaperta si sente uscire la musica degli artisti delle Scuderie MArteLive, che sono in scena ogni mercoledì, e noi ci accingiamo ad andarcene non senza qualche problema, visto che la parte esterna del locale è piena di giovani che parlano, devono, ridono. Mette buon umore questo posto: nella sua estrema semplicità è diventato un punto di ritrovo quotato, ed un luogo dove anche la musica ha il suo giusto spazio. E poi, devo dire, si mangia davvero bene, forse vi conviene farci un salto, una volta o l’altra...
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