| Vi presento il Nuovo Circo Romano... |
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di Anton De GuglielmoIl 3 giugno scorso presso il Circolo degli Artisti la “Scuola Romana di Circo” ha presentato il suo primo spettacolo di Nouveau Cirque: giocoleria, musica, gag comiche e acrobatica. Finora in Italia le scuole di circo erano solo due (la “Flick” e la “Vertigo”), entrambe a Torino, ma finalmente è nata anche una realtà romana dal sogno degli artisti di strada della Capitale e lo show presentato è stato il coronamento del primo anno di corso. Uno spettacolo di due ore che ha unito svariate tecniche circensi al divertimento. Dalla giocoleria con palline, clave, cappelli e cellulari, in uno scambio vorticoso fra gli artisti (il passing), all’equilibrismo su filo teso e corda, alternando buffe storie d’amore acrobatiche, scene di mimo a “danzatrici aeree” su trapezi e tessuti. Questo è il nuovo circo, reso celebre in Francia ed Europa dal famoso “Cirque du Soleil” e il fantastico “Cirque Èloize”, che fonde assieme tutte le differenti abilità rimescolandole in uno spettacolo che non sia il semplice susseguirsi di numeri ed esibizioni, a cui siamo abituati, ma una storia in cui la bravura degli artisti sia il pretesto per narrarla. Il nuovo circo è ormai una tipologia di spettacolo, una rielaborazione delle arti circensi con un passo verso il teatro. Quello a cui si mira è creare una vera e propria drammaturgia, da raccontare con gli strumenti del corpo e della giocoleria prima ancora che con la voce. Uno spettacolo di teatro improprio o forse un improprio spettacolo di cirico. Una nuova tendenza, questa, che ci siamo fatti raccontare dal docente di Storia del Teatro all’Università La Sapienza, nonché maestro nella Scuola Romana di Circo, Leonardo Angelini, invitato alla serata per presentare il suo libro L’attore-giocoliere da Enrico Rastelli al nuovo circo (edito da “Unmondoaparte”): “Il nuovo circo consiste nel teatralizzare o spettacolarizzare la giocoleria. Ciò consiste nel rendere l’artista un attore, un ballerino, un acrobata, per poter meglio ricoprire le necessità di uno spettacolo totale; la sua preparazione deve portarlo ad una conoscenza tout-court delle proprie capacità espressive… la giocoleria tecnica (pura e semplice n.d.r.) può annoiare chi non è un appassionato e d’altronde il teatro sta vivendo un blocco, poche le novità presentate a fronte di una grande offerta…”. Un attore come lo descrive lei è qualcosa di simile a come vogliamo immaginare i commedianti dell’accademia italiana del ‘600. C’è un filo conduttore? Sicuramente possiamo trovare delle similitudini, anche lì l’artista era un guitto “tutto-fare” e grazie alle proprie qualità poteva improvvisare in favore di un qualsiasi pubblico. C’è un antenato del nuovo circo in quel teatro, e molti degli artisti che lo compongono sono artisti di strada, odierni giullari. Il circo tenta una riabilitazione rispetto al ruolo secondario della giocoleria rispetto al teatro? Nel Sessanta e Settanta si è sviluppato il Terzo teatro, quello di Grotowsky e Barba con l’Odin Teatret, che ha trasformato moltissimo il lavoro di preparazione dell’attore. Anche in questo caso la preparazione prevedeva una complessità di tecniche, e molte di queste idee sono approdate, non solo in Italia, ad un teatro di strada, lo stesso Eugenio Barba ha composto numerose “parate” utilizzando trampoli e strumenti musicali con la propria compagnia. Anche qui troviamo un precedente del nouveau cirque? Aggiungi ai preferiti (26) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 425
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